4 febbraio 2026

La profezia di Gershom Scholem: "Verrà il giorno in cui la lingua si rivolterà contro coloro che la parlano."


Gershom Scholem è un eminente filosofo, teologo e studioso della mistica e della cabala. E’ una figura di riferimento della cultura ebraica nonché del sionismo. Un aspetto poco noto della sua vita riguarda una critica, fatta tramite lettera al filosofo Franz Rosenzweig, in merito all’ipotesi dell’utilizzo dell’ebraico nel futuro Stato di Israele. Questa lettera venne ritrovata tra le carte di Scholem nel marzo 1985 ma risale esattamente a un secolo fa. Qui la pubblichiamo tradotta integralmente dalla versione inglese, mentre la versione originale era scritta in tedesco.
Nella lettera Scholem avverte che l’ebraico essendo la lingua della Torah e di altri testi religiosi va preservata e non sminuita. Utilizzarla come una lingua d’uso quotidiano equivale a non rispettarne il grande potere da essa contenuto. Egli afferma quindi, sulla base delle sue conoscenze esoteriche, che questo uso non idoneo potrebbe portare a grandi sventure per coloro che la parlano perché tale potere, insito nella lingua, potrebbe presto rivolgersi contro.

31 gennaio 2026

Il pensiero sta diventando un bene di lusso

Questo è il titolo di un illuminante articolo sul «New York Times» del 28 luglio che in inglese suona Thinking Is Becoming a Luxury Good, della giornalista britannica Mary Harrington. Nel testo si riflette sul fatto che lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale, di Internet, dei Social Media e dello stile di vita attuale, stiano già creando una vistosa cesura tra chi sarà in grado di riflettere e chi non avrà più le capacità cognitive minime per farlo. Prevedibilmente tutto ciò porterà a una società di pochi soggetti dominanti e una moltitudine di dominati inconsapevoli, inconsapevoli perché incapaci di comprendere, di studiare, di approfondire argomenti e quindi di comprendere la realtà.

27 gennaio 2026

Il giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale: quando il problema non è scrivere, ma farsi trovare

Perché l’intelligenza artificiale non sta sostituendo i giornalisti, ma sta riscrivendo le regole dell’accesso, della visibilità e del potere informativo

24 gennaio 2026

L’arte può sopravvivere al suo creatore? Il caso Van Gogh “non” insegna.

Il desiderio malcelato di molti artisti, scrittori, musicisti... è di essere ricordati dopo la morte. In altre parole che le opere sopravvivano nel tempo ai loro creatori. D’altra parte chi realizza qualcosa che abbia dignità artistica intende lasciare un segno che, per non essere effimero, dovrebbe resistere alle mode così come alle ingiurie del tempo.

21 gennaio 2026

La siepe Quantistica di Recanati


21 anni. Solo ventuno anni. Ha ventuno anni il ragazzo che osserva fuori dalla finestra della sua camera. Il paesaggio bucolico dà su un monte dal nome ‘Tabor’.
Ha la schiena ricurva, è triste e solo. Solo pochi giorni prima aveva provato a scappare da quella casa trasformata in prigione. Ma il suo tentativo di evadere è fallito.
Così guarda quel paesaggio, sotto il cielo di una periferia dello Stato Pontificio, Recanati, immaginando di trovarsi altrove: nelle corti di Milano, nella città di Pisa, a Roma a contatto con amici e grandi intellettuali del tempo.