13 gennaio 2026

Il potere del contagio in Gesualdo Bufalino: quando l’infezione diventa seduzione

Già erano scomparse l'incredulità e la vergogna dei primi tempi, quando ogni fibra è persuasa ancora d'essere immortale e si rifiuta di disimpararlo. Ma sopravviveva il rancore, anche se sotto la specie di una loquace pietà di me stesso. Un re forestiero m'era venuto ad abitare sotto le costole, un innominabile minotauro, a cui dovevo giorno per giorno in tributo una libbra della mia vita. E inutilmente il cuore, il quale possiede non meno che la vista, un suo prezioso potere d'accomodo, s'affannava a ripetermi ch'ero stato io a sceglierlo, quel male, per pulire superbamente col mio sangue il sangue che sporcava le cose, e guarire, immolandomi in cambio di tutti, il disordine del mondo. Non serviva. Non serve mai, solo al fine di consolarsene, nobilitare un destino che ci è giocoforza patire.

Queste parole fanno parte dell'opera prima di Gesualdo Bufalino (1920-1996), Diceria dell'Untore, vincitore del premio Campiello del 1981, un testo che ci perviene nella sua elaborazione finale, frutto com'è stato dei continui maneggiamenti e rivisitazioni quasi ossessive da parte dell'autore. Questo perché Bufalino cercava sempre, laddove già aveva scritto, un nuovo modo di intendere quel concetto o quell'idea o quella metafora, e questo tramite la mediazione della parola, la singola parola; una parola che trova poi il suo spazio nell'intersecazione con un altro numero di parole che sono state calibrate dall'autore in una giustapposizione. 

10 gennaio 2026

Il lato erotico di Dino Buzzati

Dino Buzzati (1906 - 1972) è noto al pubblico soprattutto per il suo romanzo Il deserto dei Tartari e per le sue raccolte di racconti dove il fantastico si intreccia con il reale narrato con il piglio meticoloso del giornalista. 

7 gennaio 2026

La profonda vertigine nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto

Richiami intertestuali, bizzarria e pretese di credibilità: un carosello vertiginoso che rivela l’inquietante disordine del mondo

4 gennaio 2026

Marina Cvetaeva e Anna Achmatova: poesia e potere nella Russia tra rivoluzione e totalitarismo

La poesia russa del XX secolo si sviluppa in un contesto storico di profonda trasformazione politica e sociale. La Rivoluzione del 1917, la guerra civile e l’instaurazione del regime sovietico determinano una pressione costante sugli individui, e in particolare sugli artisti. Marina Cvetaeva e Anna Achmatova emergono come due voci fondamentali della letteratura russa, entrambe confrontate con le forme di controllo politico e culturale imposte dal potere. Il presente saggio intende analizzare le strategie delle due poetesse, il loro rapporto con il potere e il ruolo della poesia come spazio di libertà e testimonianza, attraverso esempi testuali significativi.

2 gennaio 2026

Gli articoli di Elapsus più letti del 2025


Conclusosi il 2025 desideriamo tirare le somme mostrando un riepilogo degli articoli più letti nel corso dell'anno. La classifica valorizza ovviamente gli articoli usciti prima del 2025, avendo a disposizione una visibilità di dodici mesi, tuttavia mostrano quali argomenti siano di maggior interesse da parte degli utenti di Elapsus.